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Laudato sì: tra ecologia e lingua italiana


Laudato sì”, noto anche come “Cantico delle Creature”, è il poema composto da San Francesco d’Assisi verso il 1224. Nello stesso anno Francesco aveva ricevuto le stimmate, e morrebbe circa due anni dopo. Francesco si dedicò in totale per circa vent’anni alla vita religiosa, un ventennio in cui lavorò intensamente per la Chiesa. In questo periodo fondò l’ordine francescano, nel 1209, e fondò diversi santuari sparsi per l’Italia. Inoltre creò il presepe, allestito per la prima volta a Greccio, nel 1223.

Diversamente dalle tradizioni monastiche medievali, in cui i religiosi avevano una vita rinchiusa all’interno di chiese ed abbazie, Francesco credeva a una vita d’impegno e assistenza ai poveri e ai malati. Inoltre, vedeva nella natura l’opera mirabile di Dio, e per questo la natura doveva essere rispettata. Gli animali, nel pensiero francescano, sono i fratelli minori degli umani e vanno protetti e difesi. Tra i migliori esempi della visione francescana ci sono la Predica agli Uccelli e il suo incontro con il lupo di Gubbio.

Per il suo operato e la sua storia di vita, Francesco è il Santo Patrono d’Italia, e probabilmente il santo più caro agli italiani. Inoltre, è il Patrono della Natura. “Laudato sì” è una perfetta sintesi di questo doppio ruolo di San Francesco: il componimento presenta la visione del Santo sulla natura, ed è anche il primo testo poetico scritto in lingua italiana.


Il poema: il Cantico delle Creature è stato scritto in “volgare umbro illustre”, una delle forme arcaiche della lingua italiana, ripulito dalle forme più marcatamente locali. In passato tutti gli altri testi letterari erano scritti in latino, ecco una delle ragioni dell’importanza della “Laudato sì”. Secondo alcuni studiosi, il poema probabilmente prevedeva accompagnamento musicale, con una melodia composta dallo stesso Francesco (quindi il nome cantico non si doveva solo alla forma poetica).

Il componimento si inizia con una lode a Dio onnipotente che tutto ha creato. Poi Francesco ringrazia il Creatore per gli elementi della natura che rendono possibile la vita umana, che chiama “fratelli” poiché creati da Dio come tutti gli umani: il fratello Sole, la sorella Luna, il fratello Vento, la sorella Acqua, il fratello Fuoco, la madre Terra. Francesco chiama sorella anche la Morte, dalla quale nessun uomo può scappare e rende uguale tutti gli umani.

Testo del Cantico delle Creature in volgare umbro medievale

Il Santo benedice inoltre quelli che muoiono nella pace di Dio e obbedienti alla volontà del Creatore, poiché la morte terrena non gli farà male. La stessa tematica, con ottica leggermente diversa, sarà ripresa da Dante Alighieri nella Divina Commedia. La visione condivisa sul tema si dovrà in parte anche al fatto che Dante era un terziario dell’ordine francescano.

“Laudato sì” oggi: oltre a tutti i significati storici del componimento, il Cantico delle Creature ricopre un rinnovato ruolo nella visione della Chiesa Cattolica. Nel 2015 il Papa Francesco ha promulgato l’enciclica “Laudato sì” la seconda del suo pontificato.


Seguendo lo spirito espresso sul Cantico delle Creature, l’enciclica papale tratta questioni di natura energetica ed ecologica. Come rimedio alla sempre crescente crisi ecologica, sociale ed economica, il documento dispone sulla “cura della casa comune”, cioè il Pianeta Terra. L’obbiettivo dell’enciclica è rendere consapevole l’uomo del suo posto nel mondo e nell’ambiente con cui interagisce, in un progetto definito come “ecologia integrale”. Per questa ragione “Laudato sì” è stata definita come “enciclica verde”.

Come proseguimento alle iniziative proposte nell’enciclica, il Vaticano ha lanciato nel 2021 la piattaforma online “Laudato sì”, che presenta proposte e obbiettivi su diversi campi economici e sociali come: l’economia e sviluppo sostenibili, preservazione ambientale, il riciclo di materiali,e assistenza ai poveri. Queste proposte cercano di emulare lo spirito ecologico espresso dal Santo di Assisi nel Cantico delle Creature.

Simbolo del portale online Laudato sì

Il Vaticano aveva già compiuto nel 2014 un gesto linguistico assai significativo adottando l’italiano come lingua vernacolare della chiesa, in sostituzione al latino. Con il nuovo portale “Laudato sì”, che adotta la lingua italiana (il contenuto è disponibile anche in altre lingue, però mantenendo lo stesso nome italiano), compie ancora una volta un significativo gesto a favore della lingua italiana.

Nel frattempo, lo stesso governo italiano decide, purtroppo, di creare portali online con per la promozione della cultura italiana, ma adottando paradossalmente nomi inglesi:

Portali governativi di promozione della cultura italiana... in inglese

Passati 800 anni, possiamo dire che “Laudato sì” occupa ancor oggi un posto di primo ordine non solo nell’ecologia, ma anche nella lingua italiana.


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