

Patrie Storie: Cola di Rienzo, tra Dante e Petrarca
Benvenuti, cari amici della storia! Oggi vi guiderò in un viaggio affascinante nel cuore del XIV secolo, un'epoca di transizione straordinaria in cui l'idea stessa di "Italia" ha cominciato a fiorire nel cuore e nella mente di tre giganti: Dante Alighieri, Francesco Petrarca e colui che cercò di trasformare la loro poesia in realtà politica, il "tribuno" Cola di Rienzo.


Stilnovista: la storia di Antonio da Tempo
Oggi sulla rubrica "Stilnovista" stendiamo un tappeto rosso di parole per onorare un geniale padovano. Antonio da Tempo! Il "Pioniere del Nord" che sognava in Toscano: La Rivoluzione di Antonio da Tempo Cari lettori del blog, oggi facciamo un salto all'indietro nel tempo, precisamente nel 1332, in una Pa dova vibrante di commerci e cultura. Immaginate un giudice, un uomo di legge abituato ai codici e alle sentenze, che però di notte (o forse tra un'udienza e l'altra) si dedic


Stilnovista: la storia di Pietro Bembo
Siete pronti a fare un salto nel Rinascimento? Oggi parleremo di un vero "influencer" del Cinquecento, un uomo che, con eleganza e una punta di ostinazione, ha deciso come tutti noi avremmo dovuto scrivere e parlare per i secoli a venire. Parliamo del grandissimo Pietro Bembo! Pietro Bembo: L'Architetto della Lingua Italiana Immaginate di vivere nel 1500. L'Italia è un mosaico di corti splendide, ma c'è un problema: ognuno scrive un po' come gli pare! Chi usa il latino, chi i


Come usare "tu" e "Lei": formale e informale
Una delle prime difficoltà quando si inizia a imparare italiano, (almeno se abiti in Brasile), è capire la differenza tra registro informale (“dare del tu”) e registro formale (“dare del Lei”) e perché questo pronome “Lei” è sempre usato in maiuscola. Mi dispiace dirlo, ma questa difficoltà è a causa di un vizio di linguaggio brasiliano. Come funziona: a dire la verità la differenza è molto semplice. Tutto si basa sulla coniugazione dei verbi. Il pronome “tu” appartiene alla


I 225 anni del Tricolore italiano
Sala del Tricolore, Reggio Emilia Quest’anno il tricolore italiano compie 225 anni. La bandiera che è il simbolo dell’Unità italiana infatti nacque quando l’Italia era ancora frantumata in una miriade di Staterelli, e rappresentava l’ideale di unificare la nazione in un unico Stato. Il tricolore giacobino: il tricolore nacque all’epoca della rivoluzione francese (non è coincidenza la somiglianza con la bandiera di Francia). Gli ideali patriottici e democratici della rivoluzi


Laudato sì: tra ecologia e lingua italiana
“Laudato sì”, noto anche come “Cantico delle Creature”, è il poema composto da San Francesco d’Assisi verso il 1224. Nello stesso anno Francesco aveva ricevuto le stimmate, e morrebbe circa due anni dopo. Francesco si dedicò in totale per circa vent’anni alla vita religiosa, un ventennio in cui lavorò intensamente per la Chiesa. In questo periodo fondò l’ordine francescano, nel 1209, e fondò diversi santuari sparsi per l’Italia. Inoltre creò il presepe, allestito per la prima


Lingua e Dialetto: qual è la differenza?
Proprio Bergamo, la città dei mille di Garibaldi, ha voluto adottare una segnaletica in dialetto a distinguere la città, quasi come a piantare la bandiera di una realtà separata. Questo ci permette di avere un’idea di come si trova oggi in Italia la questione dialettale. mappa dei dialetti italiani - i colori rappresentano gruppi di dialetti Formazione dei dialetti: i dialetti italiani sono infatti dialetti del latino, di cui il toscano è uno fra i diversi (ma quello che è ri


IL o LO: perché due articoli maschili?
Uno dei primi problemi che perseguitano un apprendente d’italiano è senza dubbio la scelta degli articoli. Si danno moltissimi esempi e schemi confusi che mostrano gli articoli determinativi come forme indipendenti e separate, ma si possono sistemare in un modo semplice come sotto: Cioè, l’articolo apostrofato è solo un’abbreviazione di lo e la, poiché al plurale sono identici. I veri articoli determinativi sono tre: la, lo, e il. Siccome la è l’articolo femminile, resta sape


Perché il toscano fu la base dell'italiano?
Palazzo Vecchio, Firenze È diventata una moda la facile risposta che dà il toscano come il modello dell'italiano soltanto grazie al prestigio raggiunto dalla Divina Commedia di Dante Alighieri. Semmai il credito viene allargato e conferito alle Tre Corone Toscane (Dante, Petrarca e Boccaccio). Tuttavia, questa è una semplificazione troppo riduttiva e quasi apertamente polemica, sostenuta a scopi vari da diverse correnti linguistiche, sociologiche e (purtroppo) anche politiche


Cinonio e la questione della lingua - da "volgare" a italiano
Marcantonio Mambelli, accademico gesuita, sarà una figura ormai sconosciuta alla maggioranza degli studiosi dell’italiano, ma nel suo piccolo fece un grande contributo all’italiano nella sua affermazione come lingua nazionale. I primi anni: Nato a Forli nel 1582, era un giovane tranquillo e studioso. Con questo carattere non sorprende che, abbracciando la vita religiosa nel 1606, entrasse nella Compagnia di Gesù, i cui membri erano famosi appunto per la dedizione alla vita ac








































