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I 225 anni del Tricolore italiano


Sala del Tricolore, Reggio Emilia


Quest’anno il tricolore italiano compie 225 anni. La bandiera che è il simbolo dell’Unità italiana infatti nacque quando l’Italia era ancora frantumata in una miriade di Staterelli, e rappresentava l’ideale di unificare la nazione in un unico Stato.


Il tricolore giacobino: il tricolore nacque all’epoca della rivoluzione francese (non è coincidenza la somiglianza con la bandiera di Francia). Gli ideali patriottici e democratici della rivoluzione ispiravano rivolte in tutta l’Europa, promosse da rivoluzionari definiti giacobini in allusione allo schieramento politico più popolare e radicale della Francia rivoluzionaria.

Sembra che la prima apparizione del tricolore sia avvenuta a Genova, il 21 agosto 1789 (poco dopo la caduta della Bastiglia a Parigi, il 14 luglio). Ma la prima grande comparsa si diede nel 1794, quando Giovanni Battista de Rolandis e Luigi Zamboni organizzarono una rivolta a Bologna (allora parte degli Stati Della Chiesa), che aveva come simbolo la coccarda con i tre colori della bandiera italiana. La rivolta fu repressa dalle autorità papali ed entrambi furono morti, ma il tricolore rimase un simbolo della causa dei giacobini italiani.

coccarda tricolore


Quando nel 1796 Napoleone arrivò con le sue truppe in Italia, costituì la Repubblica Cispadana, di cui si mise a capo come presidente. I giacobini italiani, riuniti a Reggio Emilia, scelsero come simbolo della Repubblica la bandiera con i colori verde, bianco e rosso, il 7 gennaio 1797. Le ulteriori riorganizzazioni di questo stato in Repubblica Cisalpina, Repubblica Italiana, e poi Regno Italico, sempre con Napoleone a testa, conserveranno gli stessi colori identitari.

bandiere italiane nell'età napoleonica


Il tricolore risorgimentale: I giacobini italiani auguravano che Napoleone unificasse l’intera Italia sotto un’unica autorità, ma la sua sconfitta e la posteriore restaurazione dei principi assolutisti prerivoluzionari nel 1815 mise fine a questo progetto. La speranza comunque non era finita, e i carbonari, rivoluzionari che ereditarono gli ideali di libertà e unificazione dei giacobini italiani, adottarono anche il tricolore italiano, come il gruppo Giovine Italia di Giuseppe Mazzini.

Bandiera della Giovine Italia

I carbonari portarono avanti nuove rivolte contro i principi locali italiani, meritando speciale attenzione quelle del 1820-21 e del 1831, ma che seguiranno avanti fino al 1847, come la fallita sovversione dei fratelli Bandiera. Comunque la grande stagione del tricolore si darà con le rivoluzioni del 1848-49.

Mappa delle rivoluzioni del 1848

Tutte le rivoluzioni locali contro i principi di allora adottarono il tricolore come simbolo ed erano animate (seppur con modelli e progetti non uniformi) dall’idea di un’identità italiana comune, di cui i tre colori erano il simbolo. Addirittura alcune delle monarchie della penisola lo adottarono, anche se in alcuni casi fosse un’adozione di convenienza e tutte più tardi lo abbandonerebbero, tranne il Regno di Piemonte.

Infatti il 1848 segna l’occasione in cui, abbracciando il tricolore, il Piemonte divenne il propulsore dell’unificazione italiana, che si concretizzerà il 17 marzo 1861 con la costituzione ufficiale del Regno d’Italia. La bandiera ufficiale sarà, appunto, il tricolore con lo stemma sabaudo in centro bordato in azzurro (il colore della Casa di Savoia, allora la casa regnante d’Italia).

Bandiera del Regno d’Italia

Dopo il 1946, quando l’Italia divenne una Repubblica, lo stemma sabaudo venne tolto dalla bandiera, che adottò la forma in cui si trova ancora oggi. E la presenza dei colori verde, bianco e rosso è automaticamente associata all’identità italiana in tutto il mondo.


Dante e il tricolore: Dante è considerato da tutti il padre d’Italia, e indirettamente anche la bandiera sarà stata una visione sua. Infatti in due passaggi della Divina Commedia, scritta fra il 1304-1321, Dante allude ai futuri colori nazionali italiani. Il verde il rosso e il bianco sono rispettivamente il simbolo delle tre virtù teologali (cioè sacre): la speranza, la fede, e la carità.

Il primo è la visione del ballo delle tre virtù , nel ventinovesimo canto del Purgatorio:

Il secondo è la terzina dedicata all’amata Beatrice, nel trentesimo canto del Purgatorio:

Quindi, incarnando le tre virtù teologali insieme, Beatrice rappresentava anche i tre colori dell’identità italiana, e forse i valori che Dante si augurava che l'Italia incarnasse.

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