

I 225 anni del Tricolore italiano
Sala del Tricolore, Reggio Emilia Quest’anno il tricolore italiano compie 225 anni. La bandiera che è il simbolo dell’Unità italiana infatti nacque quando l’Italia era ancora frantumata in una miriade di Staterelli, e rappresentava l’ideale di unificare la nazione in un unico Stato. Il tricolore giacobino: il tricolore nacque all’epoca della rivoluzione francese (non è coincidenza la somiglianza con la bandiera di Francia). Gli ideali patriottici e democratici della rivoluzi


Laudato sì: tra ecologia e lingua italiana
“Laudato sì”, noto anche come “Cantico delle Creature”, è il poema composto da San Francesco d’Assisi verso il 1224. Nello stesso anno Francesco aveva ricevuto le stimmate, e morrebbe circa due anni dopo. Francesco si dedicò in totale per circa vent’anni alla vita religiosa, un ventennio in cui lavorò intensamente per la Chiesa. In questo periodo fondò l’ordine francescano, nel 1209, e fondò diversi santuari sparsi per l’Italia. Inoltre creò il presepe, allestito per la prima


Ti piace il verbo "piacere"?
Un verbo che sicuramente crea non pochi problemi quando si impara l’italiano è il verbo “piacere”, che all’inizio può sembrare molto facile da impiegare ma presto sorgono le difficoltà. Una delle grandi difficoltà, la più grande forse, è che il verbo viene associato in modo sbagliato, da qui nascono tutti i dubbi. Fortunatamente comprendere come il verbo piacere funziona, è meno difficile di quanto pare. L’origine dei problemi: molti vogliono impiegare il verbo “piacere” i


Finalità: preposizione “per” o “da”?
Un dubbio che può affliggere molti allievi d'italiano è: quando si parla di oggetti impiegati in determinate finalità si deve impiegare la preposizione “da” o invece la preposizione “per”? Come si vede nelle due pubblicità sopra, si parla sempre di una gomma, ma si usa la preposizione “per” nel manifesto a sinistra e “da” in quello a destra. Non vi preoccupate se questa situazione vi mette in difficoltà, anche gli italiani si dividono su questo problema. Tuttavia, possiamo p


Non fidarti del verbo “fidarsi”
Dicono sempre che non è una buona idea fidarsi di chi non si conosce, e questo è vero. E nella lingua italiana, un verbo di cui non si deve fidare è proprio il verbo fidarsi. Questo verbo deriva dalla parola latina fides (fede), e quindi è legato all’idea di dare fede a una persona e credere alla sua capacità e integrità. La prima grande differenza è quella tra “dare credito a una persona” (fidarsi) e “lasciare/mettere una cosa alle cure” di una persona (affidare). Siccome è


Lingua e Dialetto: qual è la differenza?
Proprio Bergamo, la città dei mille di Garibaldi, ha voluto adottare una segnaletica in dialetto a distinguere la città, quasi come a piantare la bandiera di una realtà separata. Questo ci permette di avere un’idea di come si trova oggi in Italia la questione dialettale. mappa dei dialetti italiani - i colori rappresentano gruppi di dialetti Formazione dei dialetti: i dialetti italiani sono infatti dialetti del latino, di cui il toscano è uno fra i diversi (ma quello che è ri


IL o LO: perché due articoli maschili?
Uno dei primi problemi che perseguitano un apprendente d’italiano è senza dubbio la scelta degli articoli. Si danno moltissimi esempi e schemi confusi che mostrano gli articoli determinativi come forme indipendenti e separate, ma si possono sistemare in un modo semplice come sotto: Cioè, l’articolo apostrofato è solo un’abbreviazione di lo e la, poiché al plurale sono identici. I veri articoli determinativi sono tre: la, lo, e il. Siccome la è l’articolo femminile, resta sape


Perché il toscano fu la base dell'italiano?
Palazzo Vecchio, Firenze È diventata una moda la facile risposta che dà il toscano come il modello dell'italiano soltanto grazie al prestigio raggiunto dalla Divina Commedia di Dante Alighieri. Semmai il credito viene allargato e conferito alle Tre Corone Toscane (Dante, Petrarca e Boccaccio). Tuttavia, questa è una semplificazione troppo riduttiva e quasi apertamente polemica, sostenuta a scopi vari da diverse correnti linguistiche, sociologiche e (purtroppo) anche politiche


Il femminile in -essa: le donne e il potere
Bianca Lancia, moglie di Federico II di Svevia. In fondo, il Castel del Monte. In via di regola il femminile nella lingua italiana non presenta grandi difficoltà, finché rimaniamo nelle sue flessioni più frequenti: -a / -trice: Tuttavia il femminile dell’italiano presenta una certa difficoltà riguardo al suffisso -essa, utilizzato in parecchi femminili di certi titoli. Intanto, la soluzione sarà proprio associarlo questo termine: TITOLI. Infatti è sempre un femminile associa


Parti della giornata: Il buongiorno si vede dal mattino
Quando si impara italiano, il primo dubbio che resta per tutti è perché e come dividere la giornata. Quando si dice buona sera o buona notte, e quando si dice invece, se è che si dice, buon pomeriggio? Anzi, fin quando si usa buon giorno e dopo quando si comincia a dire buona sera o buon pomeriggio? Ma esiste una ragione, anche se forse nemmeno gli italiani la ricordano oggi. E la si può capire da uno dei simboli del nostro sito. Se sei nato in un paese di lingua iberica, div








































