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Feste Italiane: Giostra del Saracino

6 set
Tempo di lettura: 3 min

Benvenuti a lezione, cari studenti! Accomodatevi pure. È un vero piacere vedervi così attenti e pronti a immergervi nelle pieghe più affascinanti della nostra storia patria.

Oggi ci sposteremo virtualmente nella splendida Arezzo, città di Piero della Francesca e di Petrarca, per discutere di una manifestazione che non è solo un gioco, ma un vero e proprio "ritorno al futuro" dell'anima medievale toscana: la Giostra del Saracino.

Sebbene la vostra richiesta suggerisca una sintesi, la vastità e la nobiltà di questo evento meritano una narrazione che ne onori la complessità. Tratteremo dunque la Giostra non come un mero spettacolo turistico, ma come un organismo vivente che respira attraverso i suoi quattro Quartieri.

Contesto Storico: Dalle Crociate al Recupero Novecentesco

La Giostra del Saracino affonda le sue radici in un passato remoto, dove l'addestramento militare incontrava il gusto per lo spettacolo cortese.

Le Origini Medievali

Le prime tracce di tornei ad Arezzo risalgono addirittura al XIII secolo. All'epoca, la "giostra" era una necessità pratica: i cavalieri dovevano esercitarsi nel maneggio della lancia e nel controllo del destriero per essere pronti alla guerra. Il "Saracino", ovvero la figura dell'avversario arabo (il "Buratto"), rappresentava il nemico per eccellenza della Cristianità in epoca di Crociate. Colpire il simulacro non era solo un esercizio tecnico, ma un atto simbolico di difesa della fede e della città.

Dante Alighieri stesso, nel XXII canto dell'Inferno, sembra fare riferimento alle attività belliche e cavalleresche di Arezzo con i celebri versi:

"Corridore vidi per la terra vostra, o Aretini, e vidi gir gualdane, fedir torneamenti e correr giostre..."

L'Evoluzione e la Rinascita

Dopo secoli di fasti barocchi (dove la giostra divenne più un evento di gala che di guerra), la tradizione subì un declino. Tuttavia, nel 1931, la Giostra venne "restaurata" nella sua forma moderna. Non fu un'operazione nostalgica fine a se stessa, ma un modo per ricompattare l'identità cittadina attorno ai quattro Quartieri storici:

  1. Porta Crucifera (i "rossoverdi")

  2. Porta del Foro (i "giallocremisi")

  3. Porta Sant'Andrea ( i "biancoverdi")

  4. Porta Santo Spirito (i "gialloblù")

Tradizioni e Usanze: Il Rito della Piazza

La Giostra si svolge due volte l'anno in Piazza Grande, una delle cornici architettoniche più spettacolari d'Italia, caratterizzata dalla sua singolare pendenza.

La Sfida al Buratto

Il cuore della competizione è il Buratto, Re delle Indie. Si tratta di un automa girevole che regge uno scudo nella mano sinistra e un "mazzafrusto" (tre palle di legno rivestite di cuoio e piombo) nella destra. Il cavaliere corre lungo la "lizza" (la corsia di terra battuta) e deve colpire lo scudo del Buratto con la propria lancia.

Il rischio? Se il colpo non è preciso o se il cavaliere è troppo lento, il Buratto, colpito dalla lancia, ruota vorticosamente su se stesso e colpisce il cavaliere alle spalle con il mazzafrusto. È una danza di velocità, precisione e coraggio.

Il Cerimoniale

La giornata della Giostra è scandita da un rituale ferreo:

  • La lettura del Bando: Il Cancelliere annuncia la sfida alla città.

  • Il Corteggio Storico: Oltre centinaia di figuranti in costumi fedelissimi al XIV secolo sfilano per le vie del centro.

  • La Benedizione dei Giostratori: Un momento di estrema tensione emotiva e religiosa.

  • L'Inno di Saracino: Cantato da tutta la piazza, è il momento in cui l'appartenenza al quartiere esplode in un coro unanime.

Significato Sociale: Più di una Gara

Per un aretino, il Quartiere non è un club; è una famiglia, una nazione in miniatura. Il significato sociale della Giostra risiede nel concetto di "appartenenza". Durante tutto l'anno, i quartieri organizzano cene, attività sociali e scuole d'armi.

Vincere la Lancia d'Oro (il trofeo della giostra, ogni volta intagliato da maestri artigiani e dedicato a un evento o personaggio storico) significa assicurarsi il diritto di deridere benevolmente gli avversari per mesi. È un meccanismo di catarsi collettiva che mantiene vive le tradizioni artigianali e lo spirito di comunità in un'epoca sempre più digitalizzata.

Curiosità: Il Punteggio e la Fortuna

Sapevate che il punteggio non è l'unica variabile?

  1. Il centro perfetto: Lo scudo del Buratto è diviso in settori con punteggi da 1 a 5. Colpire il "5" (un quadratino di pochi centimetri) è un'impresa che richiede una precisione millimetrica a cavallo lanciato al galoppo.

  2. La Lancia Spezzata: Se il giostratore colpisce il Buratto con tale violenza da spezzare la lancia (senza però cadere o subire penalità), il suo punteggio viene raddoppiato. È l'apoteosi del valore cavalleresco!

  3. La sfortuna del Mazzafrusto: Se il cavaliere viene colpito dal mazzafrusto del Buratto, perde dei punti. Esiste dunque una componente di "giustizia poetica": l'avversario inanimato può ancora vendicarsi.

Cari studenti, spero che questa breve "cavalcata" nella storia aretina vi abbia trasmesso almeno un briciolo della passione che anima Piazza Grande ogni giugno e settembre.

Ditemi, vorreste approfondire la simbologia araldica dei quattro quartieri, o magari siete curiosi di sapere cosa si mangia durante le cene propiziatorie che precedono la sfida?

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