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Spazio Tempo: l'Impresa di Premuda e i Droni Moderni


Buonasera a tutti e benvenuti in questo nuovo approfondimento. Immaginate di trovarvi sulla plancia di una colossale corazzata, una città galleggiante d’acciaio che sembra invulnerabile. Eppure, nel buio della notte o tra le pieghe delle onde, qualcosa di piccolo, veloce e quasi invisibile si avvicina. È la sfida di Davide contro Golia, un tema che attraversa tutta la storia della tecnologia navale italiana e che oggi, incredibilmente, rivediamo sulle cronache internazionali.

Oggi esploreremo l’evoluzione dei cosiddetti "mezzi d’assalto" della Marina Italiana, veri capolavori di ingegno e coraggio, per capire come quelle intuizioni del secolo scorso siano i "nonni" tecnologici dei droni che vediamo oggi in azione nei conflitti moderni.

Il MAS e l'Impresa di Premuda (1918)

Iniziamo dal celebre affondamento della Szent István (Santo Stefano) avvenne il 10 giugno 1918, non nel 1928. Al comando c’era Luigi Rizzo, un nome che è leggenda.

Il MAS (Motoscafo Armato Silurante) era l'essenza del genio italico: un guscio di legno veloce, motorizzato con motori a scoppio derivati da quelli automobilistici, armato con due siluri. Mentre le grandi potenze puntavano su navi sempre più pesanti, l'Italia capì che la velocità e la piccola sagoma potevano neutralizzare i giganti. È come se un agilissimo schermidore riuscisse a colpire un pesante cavaliere in armatura passando tra le giunture del metallo.

La Mignatta e il Maiale: L'Ingegneria del Coraggio

Ma il genio non si fermò ai motoscafi. Gli italiani inventarono la subacquea d'assalto.

  • La Mignatta (1918): Ideata da Raffaele Rossetti, era un siluro modificato per essere guidato da due operatori. Non era un sottomarino, ma un ordigno semovente che "camminava" a pelo d'acqua. Portò all'affondamento della corazzata Viribus Unitis.

  • L'SLC "Maiale" (Seconda Guerra Mondiale): Evoluzione della Mignatta, il Siluro a Lenta Corsa era un vero veicolo subacqueo. Perché "Maiale"? Perché era difficile da governare, ma nelle mani di uomini addestrati divenne l'arma che mise in ginocchio la flotta inglese ad Alessandria d'Egitto.

Qui il concetto cambia: non è più solo velocità, ma invisibilità. L'arma diventa un'estensione dell'uomo che la guida.

Il Barchino MTM: L'Antenato dei Droni di Superficie

Il Barchino MTM (Motoscafo Turismo Modificato) è forse il collegamento più diretto con l'attualità. Era un piccolo motoscafo carico di esplosivo. Il pilota lo lanciava a tutta velocità contro il bersaglio e, a pochi metri dall'impatto, si lanciava in mare.

Era un'arma "usa e getta", progettata per il sacrificio del mezzo ma non necessariamente dell'uomo. Puntava tutto sulla saturazione e sulla difficoltà di essere intercettato dai grossi calibri delle navi nemiche.

Il Paragone Moderno: I Droni Marini Ucraini

Arriviamo ai giorni nostri. I droni marini (USV - Unmanned Surface Vehicles) che operano oggi nel Mar Nero sono, concettualmente, dei Barchini MTM digitali.

Ecco le analogie sorprendenti:

  1. Asimmetria: Proprio come i MAS di Rizzo, un drone da poche migliaia di dollari può affondare un incrociatore da miliardi.

  2. Profilo basso: Entrambi sfruttano la difficoltà dei radar (e degli occhi umani) nel distinguere una piccola sagoma tra le onde.

  3. Velocità e Massa: La filosofia è la stessa: colpire duramente sotto la linea di galleggiamento, dove l'acqua, essendo incomprimibile, trasmette l'onda d'urto dell'esplosione in modo devastante per lo scafo.

La differenza fondamentale? Il "cervello". Dove un tempo serviva il coraggio fisico di un marinaio italiano che doveva trovarsi a bordo del mezzo, oggi abbiamo sensori, GPS e connessioni satellitari. L'eroismo fisico è stato sostituito dalla precisione remota, ma l'idea di base — che il piccolo e intelligente possa battere il grande e pesante — rimane squisitamente la stessa.

Una Riflessione per Voi

L'Italia ha scritto le prime pagine di questa dottrina militare, dimostrando che l'innovazione non nasce sempre dai grandi budget, ma spesso dalla necessità e dall'inventiva. Questi mezzi erano "tecnologia di frontiera" per la loro epoca, nati in officine dove si sperimentava l'impossibile.

Oggi i droni volano e navigano autonomamente, cambiando per sempre il volto della guerra e della logistica. Ma ci chiediamo: in un mondo dove le macchine fanno tutto da sole, quanto conta ancora l'intuizione umana che, oltre un secolo fa, portò Rossetti e Rizzo a sfidare i giganti del mare?

Vi affascina l'idea che un piccolo motoscafo di legno possa aver cambiato la storia dei trattati navali più di una flotta di corazzate?

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