Cortometraggio: Blasetti, "il primo autore"
- augustonegrini

- 3 lug
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Celebrare Alessandro Blasetti in vista del suo compleanno, il 3 luglio, è un atto di giustizia poetica. Parliamo di un gigante assoluto, un uomo senza il quale il nostro cinema, semplicemente, non sarebbe stato lo stesso.
Blasetti è stato un vero e proprio "regista-faro", capace di traghettare il cinema italiano dal muto al sonoro, e poi dritto verso la modernità.
Alessandro Blasetti: Il Padre Dimenticato (e Rivoluzionario) del Cinema Italiano
Il 3 luglio non è una data qualsiasi per chi ama la settima arte. È il compleanno di un uomo che ha letteralmente inventato il cinema italiano moderno. Se oggi consideriamo registi come Federico Fellini o Michelangelo Antonioni dei monumenti assoluti, è perché prima di loro c’è stato un pioniere con lo stivalone da cavallerizzo, una determinazione di ferro e una cinepresa al posto del cuore: Alessandro Blasetti.
Nato a Roma nel 1900, Blasetti non è stato solo uno dei registi più longevi della nostra storia (attivo dagli anni '20 fino agli anni '70!), ma è stato a tutti gli effetti il nostro primo vero "autore". Un regista, cioè, capace di imporre la propria visione totale su ogni film, rifiutandosi di essere un semplice mestierante.
Il Grido d'Inizio: "Sole" (1929)
Negli anni '20, il cinema italiano stava letteralmente morendo, soffocato dalle produzioni straniere. Blasetti, che faceva il critico giornalistico, decise che era il momento di smettere di scrivere e iniziare a fare. Fondò una cooperativa e, con pochissimi soldi, diresse "Sole" (1929).
Fu una rivoluzione. Mentre gli altri giravano nei teatri di posa storie finte e polverose, Blasetti portò le telecamere all'aperto, tra le paludi pontine in via di bonifica, usando attori non professionisti presi dalla strada. Vi ricorda qualcosa? Esatto: quindici anni prima di Roma città aperta, Blasetti stava già gettando i semi del Neorealismo.
L'invenzione della Commedia all'Italiana
Ma la sua fame di sperimentazione non si è fermata lì. Nel 1942 firma un capolavoro assoluto, "Quattro passi fra le nuvole". In piena Seconda Guerra Mondiale, Blasetti racconta una storia minuscola, poetica e quotidiana: un commesso viaggiatore che accetta di fingersi il marito di una ragazza madre per salvarla dall'onore della famiglia contadina. Con questo film, Blasetti inventa la via italiana alla commedia umana, mescolando il sorriso all'amarezza della vita.
Una Curiosità dal Set 🎬
Sapevate che Blasetti era famoso per il suo look eccentrico sul set? Girava quasi sempre in camicia nera (prima) e sahariana (poi), ma soprattutto con dei vistosi stivali da equitazione. Non era un vezzo di moda: diceva che lo aiutavano a camminare nel fango e nei terreni impervi dove amava ambientare i suoi film, ma divennero il simbolo della sua leadership assoluta sul set. Era un generale che guidava la sua armata di artisti!
Perché dobbiamo riscoprirlo oggi?
Blasetti ha attraversato il muto, il sonoro, il bianco e nero, il colore, fino ad arrivare alla televisione. Ha scoperto e lanciato talenti immensi come Sophia Loren e Marcello Mastroianni (straordinari nel suo Peccato che sia una canaglia del 1954). Senza la sua forza vulcanica, l'industria cinematografica italiana non sarebbe risorta dalle sue ceneri.
"Il cinema è un mestiere per giovani, ma richiede l'esperienza dei vecchi." — Alessandro Blasetti
E ora la palla passa a voi, amici cinefili! Conoscevate il ruolo fondamentale di questo regista per la nascita del Neorealismo?
Per festeggiare il suo compleanno questo 3 luglio, vi lancio una sfida: recuperate il bellissimo "Quattro passi fra le nuvole". Vi emozionerete, riderete e capirete dove è nato tutto il cinema che amiamo ancora oggi. Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate!









































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