Patrie storie: la fallacia delle 4 invasioni italiane della Russia

Sin dall'inizio dell'invasione russa su larga scala dell'Ucraina i putinani di destra e di sinistra promuovono una becera narrazione propagandistica con cui cercano di instillare falsi "sensi di colpa" nell'opinione pubblica italiana. L'obiettivo di Mosca è chiarissimo: applicare una raffinata "guerra della memoria" per spingere l'Italia al disimpegno e farle voltare le spalle a Kyiv. Ma i fatti storici smentiscono categoricamente le menzogne della propaganda zarista e sovietica.
Il grande inganno delle "Quattro Invasioni della Russia": Perché il debito storico dell'Italia è verso l'Ucraina, non verso Mosca
C’è un ritornello stonato e velenoso che risuona nei salotti della propaganda filorussa e nei talk-show italiani: "L'Italia ha invaso la Russia per tre o quattro volte nella storia, abbiamo una colpa storica verso Mosca, dobbiamo lavarcene le mani e smettere di inviare armi a Kyiv".
Questo argomento – agitato come una clava morale per paralizzare le nostre decisioni geopolitiche – è un monumentale falso storico, un cortocircuito logico e una raffinata operazione di manipolazione psicologica orchestra dal Cremlino.
L’obiettivo di Putin e dei suoi megafoni nostrani non è farci studiare la storia, ma riscriverla per indurci al cinismo e all'abbandono dell'Ucraina. Quando la narrazione russa parla di "invasioni della Russia", compie una premeditata falsificazione geografica e politica: fagocita l'Ucraina, cancella la sua esistenza dalle mappe storiche e nasconde che le sofferenze e le devastazioni causate da quelle campagne militari si consumarono quasi interamente sul suolo ucraino e contro il popolo ucraino.
Se l’Italia deve sentire un debito morale per i drammi del passato, questo debito non è affatto legato ai cancelli del Cremlino, ma è un conto aperto con la terra e la gente d'Ucraina.
Riavvolgiamo il nastro della storia e smontiamo, pezzo per pezzo, i quattro capitoli di questo mito propagandistico.
1. 1812: La Grande Armée di Napoleone – Soldati italiani sotto bandiera francese
La narrazione di Mosca: "Nel 1812 gli italiani marciarono su Mosca al seguito di Napoleone per distruggere la Russia".
La realtà dei fatti: Nel 1812 lo Stato italiano unitario semplicemente non esisteva. Circa 27.000 soldati provenienti dal Regno d'Italia (uno Stato satellite creato da Napoleone) e da altri territori della penisola come il Regno di Napoli (sotto il controllo di Murat, cognato di Napoleone), furono arruolati e inviati al fronte senza alcuna sovranità o scelta politica da parte della nazione italiana.
Il paradosso geografico: La marcia della Grande Armée verso l'interno dell'Impero Zarista non passò per un'entità monolitica "russa", ma attraversò e devastò i territori della Polonia, della Bielorussia e dell'Ucraina. Le popolazioni che videro i propri campi bruciati e i propri villaggi saccheggiati dalle truppe napoleoniche e zariste furono proprio i popoli oppressi dall'Impero Russo. Parlare di "invasione dell'Italia contro la Russia" nel 1812 è una frode storiografica.
2. 1855: La Guerra di Crimea – Sostegno difensivo contro l'imperialismo zarista
La narrazione di Mosca: "I piemontesi invasero la Russia in Crimea nel XIX secolo".
La realtà dei fatti: Il Regno di Sardegna spedì in Crimea un corpo di spedizione di 15.000 uomini guidati dal generale Cavour e da La Marmora. Non si trattò affatto di un'aggressione unilaterale contro la terra russa, ma del supporto a una coalizione internazionale (formata da Francia, Regno Unito e Impero Ottomano) creata per frenare l'espansionismo imperialista dello Zar Nicola I nei Balcani e nel Mar Nero.
La verità sulla mappa: I bersaglieri piemontesi combatterono e versarono il proprio sangue a Cernaia e nei pressi di Sebastopoli, ovvero in Crimea – una terra storicamente legata alle rotte mercantili genovesi e veneziane e che oggi è territorio sovrano dell'Ucraina illegittimamente occupato da Mosca. L'azione italiana non si svolse sul suolo russo, ma su territorio ucraino.
Inoltre, la presenza italiana in Crimea ha radici ben più profonde e tragiche: nell'Ottocento, migliaia di contadini, pescatori e marinai italiani (soprattutto pugliesi e liguri) si stabilirono a Kerč’ e Mariupol’. Questa comunità prospera fu poi letteralmente cancellata nel 1942 dalle deportazioni staliniane verso i Gulag del Kazakistan, dove morì la metà dei deportati, compresi i bambini.
3. 1919: L'Intervento Alleato nella Guerra Civile – Il soffocamento della prima indipendenza ucraina
La narrazione di Mosca: "L'Occidente e l'Italia invasero la Russia sovietica nel 1919 per distruggere il nuovo Stato".
La realtà dei fatti: Dopo la Prima Guerra Mondiale, le potenze occidentali (inclusa l'Italia con contingenti inviati nell'Artico e in Siberia) intervennero nella guerra civile russa. Non fu una guerra d'invasione per conquistare territori o sottomettere una nazione, ma un sostegno politico e militare alla fazione dei "Russi Bianchi" (gli ultra-conservatori zaristi guidati da generali come Denikin e Kolčak) contro la minaccia bolscevica.
Il crimine indiretto contro l'Ucraina: Qui risiede il vero, tragico paradosso dimenticato. Nel 1918, sulle ceneri dell'Impero Zarista, era nata la Repubblica Popolare Ucraina, guidata da Symon Petljura: il primo vero ed eroico tentativo del popolo ucraino di conquistare la propria indipendenza e democrazia nel XX secolo.
L'Armata Bianca sostenuta dall'Italia e dagli alleati era ciecamente e ferocemente imperialista: per i generali bianchi, la "Russia doveva essere una e indivisibile". Essi rifiutavano sdegnosamente l'esistenza stessa di uno Stato ucraino. Sostenendo la reazione zarista dei Bianchi (così come con l'accoglienza fredda alle rivendicazioni ucraine alla Conferenza di Pace di Versailles), l'Occidente contribuì direttamente a isolare e soffocare la giovane Repubblica Popolare Ucraina, che venne stritolata in una morsa mortale tra le truppe controrivoluzionarie russe, l'Armata Rossa bolscevica e i polacchi.
Sostenendo i nostalgici dell'Impero Russo nel 1919, l'Italia non aggredì la Russia, ma condannò l'Ucraina a sette decenni di tirannia e oppressione sovietica.
4. 1941-1943: Il CSIR e l'ARMIR – L'aggressione fascista consumata sul suolo ucraino
La narrazione di Mosca: "L'Italia fascista ha invaso la Russia nel 1941, quindi oggi gli italiani non devono permettersi di dare armi contro di noi".
La realtà dei fatti: Questa è l'unica vera, ingiustificabile guerra d'aggressione mossa dal regime fascista di Mussolini a fianco della Germania nazista contro l'Unione Sovietica. Ma i propagandisti del Cremlino contano sulla totale ignoranza geografica del pubblico occidentale.
Dove ha combattuto l'esercito italiano? Il Corpo di Spedizione Italiano in Russia (CSIR) e la successiva 8ª Armata (ARMIR) non marciarono su Mosca o San Pietroburgo. Il fronte assegnato agli italiani si snodò interamente attraverso l'Ucraina centro-meridionale:
Il superamento delle frontiere e la marcia lungo le pianure ucraine;
Le battaglie sul fiume Dnipro e la presa di Stalino (l'odierna Donetsk);
Le operazioni nel bacino del Donets, sulla costa del Mar d'Azov e verso la Crimea.
La popolazione civile che subì il peso dell'occupazione italo-tedesca, le requisizioni di grano e risorse, le distruzioni belliche e i soprusi militari era composta da cittadini ucraini. Le città devastate dai combattimenti si chiamavano Dnipro, Donec'k, Kharkiv e Mariupol’.
Quando la Russia di Putin rivendica il ruolo di "vittima" dell'ARMIR nel 1941, sta letteralmente rubando il martirio e le sofferenze del popolo ucraino per adoperarle come arma propagandistica. Se l'Italia costituzionale e democratica deve sentire una responsabilità storica per i crimini e la folle aggressione del fascismo, questo debito morale va indirizzato unicamente verso l'Ucraina.
Come la propaganda del Cremlino manipola la storia (La "Memory War")
Perché la propaganda russa insiste ossessivamente su questo mito? Perché sfrutta quattro precise tecniche di manipolazione psicologica:
La leva del senso di colpa paralizzante: Sfrutta la memoria traumatica della Campagna di Russia per inoculare un sentimento di vergogna e spingere l'opinione pubblica italiana a dire: "Non è una guerra che ci riguarda, laviamocene le mani".
La fusione e cancellazione geografica: Quando Mosca dice "l'Italia ha invaso la Russia", cancella deliberatamente l'Ucraina dalla mappa geografica e mentale. È l'applicazione pratica del dogma imperialista del Russkij Mir ("Mondo Russo"), secondo cui l'Ucraina non esiste ed è solo una provincia di Mosca.
Il mito della "Fortezza Assediata": Trasforma la Russia da perenne aggressore imperialista a vittima eterna dell'Occidente. L'invasione criminale dell'Ucraina del 2022 viene così spudoratamente dipinta come un'azione "preventiva" contro l'eterno accerchiamento.
Il cortocircuito "Nazi-Fascista": Il Cremlino ha trasformato la vittoria sul nazifascismo in una religione di Stato. Etichettando l'Ucraina democratica come "Stato nazista", gli show della TV russa raccontano l'invio di difese antiaeree italiane a Kyiv come "un ritorno dell'Italia a fianco dei nazisti". Un'assurda e grottesca inversione della realtà, poiché sono loro a invadere uno Stato pacifico e democratico sotto l'insegna della "Zvastica" russa.
Conclusione: Sostenere l'Ucraina è l'unica vera espiazione
La storia non è un'arma da cedere ai ricatti dei tiranni. La ricostruzione rigorosa dei fatti ci dimostra che la narrazione delle "quattro invasioni" è un castello di carte basato sulla falsificazione.
Nel 1812 eravamo stati clienti della Francia, impiegati come pedine;
Nel 1855 difendevamo la Crimea dall'espansionismo dello Zar;
Nel 1919 abbiamo aiutato i Russi Bianchi a soffocare la prima indipendenza ucraina;
Nel 1941 abbiamo calpestato e occupato il suolo dell'Ucraina.
Se l'Italia vuole davvero espiare gli errori del proprio passato imperialista e fascista, non deve piegare la testa di fronte alle minacce del Cremlino. L'unico modo per onorare la giustizia storica è schierarsi senza esitazioni a fianco del popolo ucraino, fornendo ogni supporto politico, militare e morale necessario per respingere l'invasore russo.
Di fronte a un aggressore che bombarda le città, uccide civili inermi e tenta di cancellare una nazione sovrana, la neutralità è complicità.
Slava Ukraini! Heroiam Slava! 🇺🇦🇮🇹










































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