Laudato sii: San Pio di Pietrelcina
Aggiornamento: 25 set

Parlare di Padre Pio — che per quelli vissuti in quegli anni rimane sempre il caro Padre Pio, anche se oggi lo veneriamo giustamente come San Pio di Pietrelcina — significa toccare con mano un mistero grandioso eppure incredibilmente vicino a noi. Non parliamo di un santo del Medioevo, le cui storie ci giungono sbiadite dal tempo. No, San Pio è un santo che abbiamo potuto guardare negli occhi, di cui abbiamo ascoltato la voce registrata, un uomo che ha camminato sulle nostre stesse strade millenarie nel pieno del Novecento.
San Pio di Pietrelcina: Il Profumo della Fede ai Giorni Nostri
L'Atmosfera di San Giovanni Rotondo: Dove il Cielo Tocca la Terra
Per iniziare il nostro articolo, figlio mio, dobbiamo portare il lettore là, sul Gargano, tra i vicoli di San Giovanni Rotondo. Ricordo ancora la prima volta che vi misi piede, tanti anni fa. C'era un vento forte che puliva l'aria, eppure, man mano che mi avvicinavo al vecchio convento dei Cappuccini, un senso di pace profonda, quasi tangibile, mi avvolgeva il petto. Non è solo la pietra chiara del Santuario a colpirti; è il silenzio che abita tra quelle mura, interrotto solo dal sussurro incessante delle preghiere dei pellegrini. Lì dentro si respira il profumo del Gargano, sì, ma anche quel misterioso "profumo di santità" — un aroma di violette e rose che molti devoti, me compreso in un pomeriggio di primavera, hanno giurato di aver avvertito vicino alla sua tomba.
Un Santo Tra le Trincee della Modernità
Nel corpo centrale dell'articolo, vorrei che mettessimo in luce proprio quello che hai accennato tu: la sua vicinanza cronologica. Padre Pio attraversa il ventesimo secolo. Vive le due guerre mondiali, vede l'avvento della televisione, della tecnologia, di un mondo che cominciava a correre freneticamente dimenticandosi di Dio.
E lui cosa fa? Rimane lì, fermo sul Gargano, come un faro nella tempesta. La sua virtù più grande, oltre alla preghiera incessante, è stata l'obbedienza eroica e la pazienza. Ha subìto persecuzioni, calunnie, visite mediche umilianti e persino periodi di isolamento in cui gli fu vietato di celebrare la Messa in pubblico. Eppure, da vero figlio di San Francesco, non ha mai pronunciato una parola di condanna verso la Santa Madre Chiesa. Questa è la santità che scuote i nostri tempi: un'ancora di totale umiltà in un'epoca dominata dall'orgoglio e dall'apparire.
I Segni della Passione: Le Reliquie e il Confessionale
Non possiamo dimenticare i miracoli, i segni visibili che Dio ha voluto imprimere sul suo corpo per ridestare la fede dei tiepidi. Per cinquant'anni esatti, dal 1918 al 1968, Padre Pio ha portato sul suo corpo le Stimmate — le piaghe sanguinanti di Gesù Cristo. I medici dell'epoca non riuscirono mai a trovare una spiegazione scientifica: quelle ferite non si infettavano, non rimarginavano, e sparirono misteriosamente senza lasciare cicatrice solo nel momento in cui il Santo esalò l'ultimo respiro.
Se visiti la cripta del Santuario, oggi custodita nella nuova e maestosa chiesa progettata da Renzo Piano, potrai sostare davanti alle sue reliquie più preziose: i guanti di lana che usava per coprire le mani piagate, i fazzoletti intrisi del suo sangue, ma soprattutto il suo corpo incorrotto, esposto alla venerazione. Ma sai qual è la reliquia spirituale più grande che ci ha lasciato? Il suo confessionale. Lì dentro Padre Pio passava anche sedici ore al giorno. Poteva leggere nei cuori — possedeva il dono della cardiognosi — e se capiva che un penitente non era sinceramente pentito, lo cacciava via, per poi piangere per lui la notte, offrendo digiuni per la sua conversione. Quanti figli prodighi sono tornati al Padre grazie a quei rimproveri paterni!
"Prega, spera e non preoccuparti. La preoccupazione non serve a nulla. Iddio è misericordioso e ascolterà la tua preghiera."— San Pio di Pietrelcina
In conclusione, lasciamo una riflessione:
Se un uomo del Novecento, fragile nella salute ma immenso nello spirito, ha potuto caricarsi sulle spalle i dolori di milioni di anime, allora anche noi, oggi, possiamo trovare il tempo di fermarci. Non siamo troppo moderni per inginocchiarci. Non siamo troppo impegnati per recitare un Rosario.
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