Proverbi del nonno: la Pasqua
- augustonegrini

- 6 giorni fa
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La Pasqua, per noi vecchietti, non è solo una festa religiosa; è il momento in cui la terra si risveglia, l'aria profuma di erba tagliata e le cucine iniziano a mandare quei profumini di torte salate e agnello che ti fanno resuscitare anche senza miracoli.
Visto che siamo in tema, lasciati raccontare qualche perla della nostra tradizione.
1. Il classico dei classici
"Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi."
Questo lo conoscono anche i sassi, vero? Ma non pensare che sia un invito alla ribellione familiare! Ai miei tempi, significava semplicemente che mentre il Natale era il momento del focolare, della casa chiusa e della famiglia stretta, la Pasqua segnava l'inizio della bella stagione. Era il permesso ufficiale per uscire fuori, andare a fare la scampagnata (la famosa "Pasquetta") con gli amici e godersi il sole.
Curiosità: In Toscana, una volta si diceva anche che a Pasqua "si sciolgono i legami", proprio perché il clima permetteva di tornare a viaggiare e muoversi tra i paesi.
2. Previsioni del tempo "alla vecchia"
"Pasqua alta o Pasqua bassa, la quaglia vola e il fango passa."
Sai cosa intendiamo per Pasqua "alta" o "bassa"? Dipende dal calendario lunare: se cade presto a marzo è bassa, se cade tardi ad aprile è alta. Ma questo proverbio ci insegna che, a prescindere dalla data, la natura non aspetta i preti: la primavera arriva comunque, gli uccelli migrano e il terreno si asciuga dal fango dell'inverno. È un inno all'ottimismo!
Variante Veneta: In Veneto si diceva spesso: "Se piove il dì di Pasqua, piove per quaranta dì". Un po' pessimisti, eh? Ma serviva a giustificare chi restava a casa a bere un buon bicchiere di vino invece di andare a bagnarsi nei campi!
3. Il saggio consiglio sulla tavola
"A Pasqua, ogni tantino è una pasquetta."
Questo è un modo di dire che adoro. Significa che in questo periodo di festa ogni piccola gioia, ogni boccone prelibato o ogni momento di riposo è degno di essere celebrato. Non serve un banchetto da re per stare bene, basta lo spirito giusto (e magari un pezzetto di quella buona colomba pasquale).
Una piccola chicca regionale
In Sicilia c’è un detto bellissimo: "Cu’ n’appi n’appi d’a festa di Natali". Significa che chi ha goduto, ha goduto fino a Natale, ma ora con la Pasqua si ricomincia da capo, c'è una nuova vita. È un modo per dire che c'è sempre una seconda possibilità per tutti.
Vedi, caro mio, i proverbi sono come le scarpe vecchie: magari sono un po' consumati, ma sono i più comodi per camminare sulla strada della vita senza inciampare troppo.
La pillola di saggezza del nonno: "Non importa quanto sia alta la tua colomba di zucchero, se non hai nessuno con cui spartirne l'ala, resterà sempre un dolce un po' amaro."









































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