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Cortometraggio: Cinemobile, il cinema itinerante italiano


Buonasera agli amici di Ora Italiana e benvenuti a questo nuovo appuntamento con la storia del nostro straordinario cinema! Oggi faremo un salto indietro nel tempo, un viaggio affascinante negli anni Trenta, per scoprire come la settima arte sia riuscita a raggiungere anche i borghi più remoti e isolati della nostra penisola. Preparatevi, perché parleremo di una vera e propri leggenda su ruote: il Cinemobile!


La magia ambulante degli anni Trenta

Negli anni Trenta, il cinema era già diventato una delle attrazioni più amate dal grande pubblico.

Tuttavia, c'era un grande ostacolo: le sale cinematografiche erano ancora pochissime ed erano concentrate quasi esclusivamente nelle grandi città. Come fare, allora, per raggiungere la stragrande maggioranza della popolazione che viveva nei piccoli centri rurali e nelle province?

La risposta arrivò dall'Istituto Luce (L’Unione Cinematografica Educativa), che ideò una soluzione tanto innovativa quanto poetica: il cinemobile (o autocinema). Si trattava di veri e propri furgoni attrezzati che trasformavano le piazze dei paesi in spettacolari sale cinematografiche all'aperto, portando stupore e meraviglia dove il cinema non era mai arrivato prima.

 

Curiosità Tecnica: Questi furgoni, per lo più modelli FIAT (come il celebre Fiat 618), erano dei veri capolavori di ingegneria dell'epoca. Erano dotati di cine-proiettori Victoria V da 35 mm e di un apparato sonoro Balilla. Lo schermo? Veniva montato direttamente su una struttura tubolare posizionata sopra il cofano del veicolo!

 

Un potente strumento di comunicazione e propaganda

In un'epoca in cui una fetta significativa della popolazione italiana era ancora analfabete, l'immagine in movimento rappresentava uno strumento straordinario per la formazione del consenso. Il regime fascista comprese immediatamente questo potenziale, utilizzando il Cinemobile per diffondere la propria propaganda.

È interessante notare un dettaglio: la propaganda politica non avveniva attraverso i film principali, che mantenevano spesso una funzione di puro intrattenimento, bensì attraverso i celebri cinegiornali in cortometraggio trasmessi rigorosamente prima dell'inizio dello spettacolo. L'impatto culturale fu immenso: per molti abitanti dei piccoli paesi, quella fu la prima occasione in assoluto di vedere il mondo esterno e di ascoltare la lingua italiana parlata, contribuendo a una prima, seppur complessa, unificazione linguistica e culturale.

L'avventura dei cinemobili non si limitò ai confini nazionali. Alcuni di questi furgoni speciali furono persino inviati nelle colonie italiane nell'Africa Orientale (tra cui Etiopia, Eritrea e Somalia) tra il 1936 e il 1941, portando le immagini luminose sotto le stelle dei cieli africani.



Dalla guerra alla rinascita

L'attività dei cinemobili subì una brusca interruzione durante i drammatici anni della Seconda Guerra Mondiale. Ma la loro storia non finisce qui! Nel dopoguerra, l'Italia sentiva un profondo bisogno di rinascita e di informazione. I cinemobili tornarono su strada, questa volta sotto la gestione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per proiettare i notiziari informativi della ricostruzione e accompagnare il Paese verso la modernità, prima di essere progressivamente pensionati a partire dagli anni Sessanta con l'avvento capillare della televisione.


Due gioielli sopravvissuti fino a oggi

Oggi, la memoria del Cinemobile vive grazie al restauro di almeno due rari esemplari sopravvissuti in Italia:

Il Fiat 618 di Milano: Un meraviglioso furgone blu del 1936 che ha lavorato instancabilmente fino al 1964, per poi essere abbandonato in un cimitero di veicoli alla periferia di Roma. Salvato nel 1996 dalla Regione Lombardia e restaurato con il Club Milanese Automotoveicoli d’Epoca, oggi si trova al MIC (Museo Interattivo del Cinema) di Milano. La cosa incredibile? È ancora attivo! Grazie a un moderno proiettore Epson, è pronto a incantare il pubblico per altri 40 anni.

Il Fiat 521 Coupé del 1938: Questo esemplare conserva ancora i colori del periodo di servizio in Africa Orientale. Acquistato da un collezionista anonimo e restaurato nel 2014, è stato protagonista di una mostra straordinaria alla galleria Mo.Ca. di Brescia nel 2017, arrivando dalla Francia smontato in container e rimontato direttamente dentro la galleria!

 

E voi, amici lettori, avete mai provato l'emozione di guardare un film sotto le stelle in una piazza storica? Conoscevate questa incredibile epopea del cinema ambulante? Lasciate un commento qui sotto e raccontatemi la vostra esperienza con il cinema all'aperto!

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